Intervista

Intervista a Manuel del Dott. M. Mussato nel dicembre 2009,  prima della presentazione di SOULAnima artproject

 

Quando hai incominciato a vedere il mondo attraverso l’obiettivo di una fotocamera?

A 12 anni ho impugnato la reflex di mio zio, una Yashica FX3 super col 50 mm ed è stato in quel momento che sono stato catturato dal mondo visto nel mirino! E’ stato Amore a prima vista anche se pensavo ad altro, dicevo sempre: da grande se non faccio il designer sarò un fotografo!

 

Fotografare per te significa ordinare gli elementi visivi in una geometria di piani prospettici euritmici, o significa soprattutto comunicare passioni? in altri termini prevale lo stile formale o il contenuto di Verità?

Beh, fra stile formale e contenuto di verità inserirei l’EMOZIONE: essa non ha forme nascoste e non ha contenuti che non siano una verità, è semplicemente perfetta per come Noi la percepiamo.

 

A questo proposito esistono per te nella storia della fotografia in bn e a colori fotografi solo DI FORMA e fotografi solo DI CONTENUTO? oppure le due cose sono necessariamente inscindibili?

Dividere i fotografi per stili non mi piace, preferisco considerarci semplicemente Artisti, e comunque FORMA e CONTENUTO sono inscindibili e si mescolano in vari modi per catturare e fermare quel momento di vita inquadrato dal nostro terzo occhio, ovvero l’obiettivo.

 

In che modo hai acquisito il tuo stile fotografico? sei stato più condizionato dall’evoluzione tecnica della fotografia digitale o più dalla riflessione sulla vita e sulla scelta di ciò che della vita deve essere salvato dall’oblio con uno scatto fotografico?

Il mio stile fotografico lo continuo a sviluppare ed evolvere ogni volta che impugno la fotocamera, anche solo per gioco: è in divenire costante come il cammino personale di ogni individuo.

L’evoluzione tecnica non mi ha condizionato, bensì ha unito mondi a me cari (arte, fotografia, informatica) e ben conosciuti, ampliando le mie possibilità di esprimere il mondo dell’immaginato.

 

Fotografia è salvare qualcosa dalla dimenticanza o creare immagini che si desidera non vengano dimenticate?

Questo dipende dall’Emozione con cui scatto quella determinata immagine, e dalla mia Visione di quel momento.

 

Quali sono i punti qualificanti del tuo percorso fotografico?

Sicuramente ha avuto molta importanza per me lavorare in alcune riviste sportive quando ero a Firenze (scrivevo anche), l’avere collaborato molti anni con il fotografo Giuseppe Spena, fondatore dello studio fotografico Photodivas di Milano, specializzato in moda e glamour www.photodivas.com) , ma soprattutto la mia attività con l’Associazione Sportiva-Mente Liberi no profit di divulgazione delle emozioni dello sport paralimpico, partecipando come fotografo alle paralimpiadi di Torino 2006 e quelle di Pechino 2008, due esperienze indimenticabili e ricchissime sotto il profilo umano.

 

Quali sono i risultati che ami di più?

Amo molto le immagini con composizioni armoniose, colori vividi e contrasti forti: in sostanza quelle che trasmettono tridimensionalità, volume e forme oltre, naturalmente, ad EMOZIONI!

 

Quali sono i tuoi desideri professionali per l’immediato futuro?

Ora sono concentrato sul progetto SOULAnima e su LE EMOZIONI DELLO SPORT… NON HANNO BARRIERE, due progetti di Traveling Exhibition, il primo in giro per il mondo, il secondo in giro per l’Italia.

Inoltre è prossima la pubblicazione di alcuni volumi che raccolgono ognuno un mio progetto.

Seguitemi sul mio sito www.shamirs.com e scoprirete molte sorprese.

 

La fotografia, artistica o di reportage, può migliorare il mondo o deve limitarsi a registrare le passioni dell’autore e gli eventi che lo hanno interessato?

L’Arte in generale ha un ruolo fondamentale nella vita dell’Uomo: migliora se stesso e la percezione che ha della Vita, dunque la fotografia DEVE migliorare il mondo!

 

Secondo te quali sono le tre qualità che deve avere un fotografo e quali sono i tre difetti da evitare?

PREGI: Fervida immaginazione, Spirito di Avventura, conoscenza della tecnica e della luce per poter

plasmarle a proprio vantaggio

DIFETTI: l’inerzia.

 

Edison diceva che il lavoro di un inventore deriva per l’1% dall’ispirazione e per il 99% dalla traspirazione; quanta parte ha per te nel lavoro fotografico l’ispirazione e quanta la traspirazione?

L’ispirazione è molto importante, a volte è il 99% e l’1% è impugnare la fotocamera, inquadrare e scattare.

A volte i capolavori nascono dell’intuito, anche solo quello che ci spinge a fare quello scatto; altre volte è la traspirazione che prevale: lunghi preparativi, ricerche minuziose, attrezzatura specifica, attesa della luce giusta, insomma un lavoro certosino per rendere REALE quello che prima abbiamo IMMAGINATO.

 

Reportage, paesaggio, nudo, sport, natura morta, pubblicità, moda, matrimonio, ecc. ecc. cosa ti piacerebbe fare da grande?

Fin’ora ho sperimentato molte tematiche diverse fra loro ma penso che ciò che mi attira di più sono i reportage di viaggio, intrisi di emozioni che raccontano quel posto lontano: è fondamentale per il fotografo la capacità di “immergersi” nelle atmosfere dei luoghi, raccoglierne le sensazioni e raccontarne le eredità che queste trasmettono, producendo un reportage che ha un’Anima.

 

La fotografia è solo una tecnica e chiunque può e deve fare quello che si sente senza educazione visiva? la democrazia fotografica non rischia di seppellire il mondo di brutture visive e di abituare il pubblico al peggio?

In effetti ci sono molte brutture in giro che non hanno un filo di educazione visiva di base (e nemmeno di buon gusto) e il pubblico sta recependo l’immagine visiva come omnipresente (foto, tv, giornali, internet, ecc.) e NON si sofferma a pensare COSA VUOLE VEDERE, noto una carenza di immagini che trasmettano belle sensazioni, se non quelle VOLUTE dai pubblicitari per propinarci questo o quel prodotto, insomma: in arte antica, anche se si rappresentava un’uccisione, era SEMPRE rappresentata la Bellezza “Pura” dell’azione mentre oggi si cerca di stupire il pubblico con i forti contrasti collettivi, basta sfogliare un qualsiasi settimanale per rendersi conto di COSA ci stiano trasmettendo: PAURA e DESOLAZIONE!

 

Nell’arte esiste la ricerca del BELLO assoluto, e in fotografia?

Come dicevo prima, dipende dall’animo del fotografo, MA RICORDIAMOCI che la fotografia può e DEVE fare molto per l’umanità, trasmettendo emozioni e sentimenti POSITIVI e BELLI.

Quali dovrebbero essere per te i limiti tra il diritto di informazione e il diritto alla privacy? Soprattutto da quando i blog, face book e simili rendono TUTTO PUBBLICO o QUASI NULLA PRIVATO?

Negli ultimi anni ha pesato (e sta pesando) molto sul fotografo il diritto alla privacy, forse anche perché alcuni cosiddetti paparazzi hanno sfruttato certe situazioni, MA NON DIMENTICHAMOCI che molto è anche dato dall’animo con cui scattiamo quell’immagine, se la scattiamo senza interesse di sorta e otteniamo la rappresentazione di un’emozione, possiamo sempre chiedere (e ottenere) il permesso da parte del soggetto, anche se è uno scatto “rubato”.

E poi su internet si trova di tutto e su Facebook e i blog in genere si trova davvero di tutto: sembra che molti facciano a gara a mettersi in mostra e questo è un controsenso al diritto alla privacy.

 

Ultima domanda: quale dovrebbe essere la FOTOCAMERA IDEALE per un fotografo dilettante ma anche per un professionista generalista??

Penso che l’importate sia le caratteristiche della fotocamera: sensore APS-C, precisione autofocus, velocità operativa, facilità di uso ed ergonomia per il fotografo dilettante; ergonomia, qualità immagine, velocità operativa, robustezza, ampia disponibilità ottiche, sensore Full-Frame (o anche APS-C ma con ottima “tenuta” agli alti iso).

Per le marche sono tante, io preferisco Canon, ma è una preferenza puramente “di pelle”, infatti al primo acquisto bisognerebbe “sentire come cade in mano” una fotocamera.

E poi, preferendo la fotografia artistica, a volte la migliore qualità d’insieme (ottica + sensore) è pure un limite creativo.

 

ULTIMISSIMA DOMANDA

c’è spazio per il bianco nero nella fotografia contemporanea? se si, perchè?

era meglio la carta baritata o la stampa digitale tende a somigliarle?

La fotografia bianco nero ha ancora molto da dire, soprattutto in questi tempi di ECCESSO DI COLORE, nel mio progetto SOULAnima per esempio la tonalità sono quasi bianco e nero col colore che vibra creando atmosfera sognante.

La tecnologia digitale è migliorata ed è in continua evoluzione, possiamo dire che la carta baritata e soprattutto il processo chimico davano un risultato diverso, dal SAPORE ORMAI RETRO’.

 

Dott. M. Mussato