Chi Sono

Mi presento: sono Shamirs (alias Manuel Giacometti), amo la consapevolezza dell’uomo, l’arte, la fotografia e la grafica. Amo definirmi Art Photoghaper & Conscious Vision developer, cioè  l’artista che “scrive con la luce” sliluppando una “visione consapevole”

A seguito di un’esperienza drammatica ho intrapreso 14 anni fa un cammino che mi ha portato a percepire le infinite potenzialità dell’uomo. Partecipando a progetti artistici nazionali e internazionali, alla documentazione di 4 paralimpiadi (Torino 2006, Beijing 2008, Vancouver 2010 e London 2012), al progetto SOULAnima artproject (insieme a Manuela Nicolini), a seminari esperienziali per la conoscienza del se, ho arricchito la mia vita di esperienze significative e profonde.
Ho fondato l’ass. Sportiva-Mente Liberi no profit e ho ideato il progetto SE(U) Sport Emotions: (Un)limited.

Mi occupo da oltre 20 anni di creare immagini fisse e in movimento ed, evolvendo insieme alla tecnologia, ho iniziato a servirmi oltre che della fotocamera, di Photoshop e di altri programmi, imparando a conoscerli bene.

Penso che l’immagine così come il suono, le parole e la danza, siano forme importanti di comunicazione, modi diversi di trasmettere messaggi di Vita.

Se gli uomini non comunicassero, ogni emozione sarebbe costretta a morire dentro le nostre menti.

Creando un’immagine sento di dare alla luce qualcosa che possa continuare a vivere ed evolvere anche in chi la osserva, come una creatura che parla di se stessa e del suo creatore, a volte a voce alta, a volte sommessamente, quasi a non voler disturbare nessuno, ma sempre con l’entusiasmo e la voglia di vivere che prova un fiore appena sbocciato.

Quando compongo un’immagine io penso sempre alle emozioni visive e affettive che questa suscita nei suoi osservatori, e cerco di immedesimarmi in loro, così come, guardando l’opera di un altro artista, cerco di entrare nel suo mondo.

Attualmente la tecnologia ha enormemente dilatato gli orizzonti di ogni artista visuale, anche se ha indotto molti utilizzatori a una caduta di stile che ai tempi della camera oscura non sarebbe stata possibile.

Sta al senso critico di ogni artista lavorare con i mezzi di oggi pur mantenendo il rigore stilistico che ha consentito i risultati di ieri.

M.G.